Perché il tuo sito non porta pazienti?

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Perché il mio sito non mi porta pazienti

Perché il sito non mi porta pazienti?

Questa è una domanda che molti psicologi e psicologhe si pongono.

In molti hanno ormai capito l’importanza di avere una presenza online, ma poi, da qualche parte qualcosa va storto e, nonostante sia stato fatto un sito, i pazienti non entrano.

In questo articolo provo ad elencarti i motivi più comuni.

Prima di andare avanti con la lettura, prova a seguire i 5 passi +1 che ho individuato per aiutare gli psicologi a promuoversi online. Si tratta di una breve guida gratuita di marketing etico pensata apposta per psicologi e psicoterapeuti. Nessuna formula magica ma solo elementi chiave da mettere in pratica e tanto duro lavoro.

Non è ben posizionato sui motori di ricerca

La cosa più ovvia è che il tuo sito non sia ben posizionato sui motori di ricerca, ossia non ha una buona SEO (Search Engine Optimization). In molti parlano di SEO e ormai si dà quasi per scontato che debba esserci, tuttavia non è una cosa così banale.

Che cos’è la SEO?

In sintesi, la SEO è quell’operazione che permette di farti trovare quando un potenziale paziente digita sui motori di ricerca determinate parole chiave utili per trovarti. In pratica, possiamo dire che se sei presente tra i primi risultati di ricerca per le tue parole chiave, allora hai fatto un buon lavoro di SEO.

Per avere un buon posizionamento, ci sono diverse caratteristiche che il tuo sito deve rispettare:

  • Essere indicizzato (cioè i motori di ricerca devono sapere che esiste);
  • Avere un ottimo titolo e descrizione quando appare sul motore di ricerca;
  • Contenere le giuste parole chiave;
  • Essere veloce;
  • Deve essere facile da usare per gli utenti.

Non ti promuovi

Le persone hanno bisogno di un motivo per approdare al tuo sito.

Esistono due possibilità:

  1. I Consapevoli: i tuoi potenziali pazienti sanno di avere un problema e dunque cercano una figura come la tua per risolverlo;
  2. Gli inconsapevoli: sei tu che vai a stimolare i tuoi potenziali pazienti, incuriosendoli o mettendo in risalto alcuni problemi / bisogni che hanno e che in autonomia non sono capaci di individuare.

Consapevoli

Nel primo caso, il potenziale paziente è già consapevole del proprio problema e sa già di aver bisogno di un terapeuta come te, per cui verrà a cercarti. A te spetta il compito di farti trovare pronto ad accoglierlo. Come?

  • Darci dentro con la SEO;
  • Aiutarti con la SEA (ossia le inserzioni a pagamento sui motori di ricerca).

A tal proposito ti rimando al mio articolo in cui analizzo pro e contro dei SEO e SEA per psicologi.

Inconsapevoli

Per quanto riguarda la seconda ipotesi, ossia i potenziali pazienti che non vengono a cercarti consapevolmente, avrai bisogno di farti notare in altri modi e tutti sono incentrati sulla produzione di contenuti:

  • Apri una sezione blog sul tuo sito e fai in modo di rispondere alle ricerche dei tuoi potenziali pazienti;
  • Ti fai notare su altri canali – i social – e rimandi al tuo sito. Per farti notare puoi produrre contenuti in organico oppure puoi fare post a pagamento.

Come avrai capito, le soluzioni sono molte e c’è di sicuro una strategia adatta a te e al tuo modo di affrontare la professione di terapeuta. In ogni caso, una cosa è certa: se non porti persone realmente interessate sul tuo sito, difficilmente potrai convertirle in pazienti.

Non offri una buona esperienza utente

L’aspetto dell’esperienza utente è così importante che ho deciso di dedicargli un punto tutto suo, nonostante l’avessi già citata come caratteristica importante per la SEO.

Mettiti nei panni dei tuoi visitatori e pensa a come interagiscono con il tuo sito.

  • Gli utenti sono in grado di capire cosa devono fare una volta atterrati sul tuo sito?
  • Fanno fatica a reperire le informazioni che gli servono?
  • Navigare sul tuo sito è frustrante o piacevole?
  • Come si vede il tuo sito da uno smartphone?

Rifletti attentamente su queste domande e forse potresti renderti conto che qualcosa non è come dovrebbe essere. In questo articolo puoi trovare alcuni suggerimenti su come migliorare l’esperienza utente del tuo sito.

Non comunichi nel modo giusto

Cosa trova un potenziale paziente una volta atterrato sul tuo sito?

È in grado di capire se sei il/la terapauta giusto/a per sé?

Un errore molto comune è quello di fare un elenco freddo delle proprie competenze e parlare di quali disturbi vengono trattati in un percorso, il tutto condito con termini tecnici poco comprensibili ai non addetti ai lavori.

Per cui, a meno che tu non sia un formatore che vuole attirare l’attenzione dei propri colleghi, è sconsigliato usare lo psicologhese.

Dovresti entrare nell’ordine delle idee che le persone stanno cercando qualcuno che risolva le proprie sofferenze, ma non è detto che conoscano la propria diagnosi. Quindi semplifica tutto e risolvi i tuoi problemi di comunicazione: fai capire loro che sono nel posto giusto.


Conclusioni

Questi sono i motivi più comuni per i quali i siti internet degli psicologi non portano pazienti.

Adesso tocca a te.
Riesci ad analizzare oggettivamente la situazione del tuo sito e capire se hai uno o più dei problemi che ho elencato?
Sei pronto/a a porre rimedio?
Oppure credi che nessuno di questi motivi sia quello che non ti porta abbastanza pazienti?

Fammi sapere nei commenti o contattami se vuoi che controlliamo insieme dov’è la complicazione.

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