Meglio Google ADs o Facebook ADs?

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Molti dei miei clienti sono piccole realtà con budget molto limitati. Dunque, per risparmiare, investono il loro budget solo in alcuni degli strumenti di promozione che si possono usare grazie all’online.

Di per sé non è un errore: solo le aziende con molto budget a disposizione possono permettersi di investire su molti canali contemporaneamente. Ai più piccoli, serve selezionare con cura lo strumento che serve di più.

Ed ecco che sorge spontanea la domanda di molti piccoli imprenditori o liberi professionisti che si chiedono: meglio investire il mio budget in campagne sui motori di ricerca (es. con Google Ads) o in sponsorizzazioni sui social network (es. con Facebook Ads)?

La risposta è “dipende”.

Non è che uno strumento sia meglio dell’altro: sono entrambi validi collaboratori e ognuno di loro, se usato come si deve, aiuta a raggiungere i traguardi desiderati.

E allora come si sceglie?

Si sceglie prima di tutto in base al tipo di attività che si possiede e pensando a quale tipo di domanda si vuol andare a soddisfare con la la propria professione? Domanda consapevole o domanda latente?

Tu che sei un terapeuta, ad esempio, hai la possibilità di usarli entrambi, se volessi.

Ti avevo già parlato di domanda consapevole e domanda latente nell’articolo in cui spiego se agli psicologi conviene investire in google ads, ma ti faccio comunque un riassunto veloce.

Prima di andare avanti con la lettura, prova a seguire i 5 passi +1 che ho individuato per aiutare gli psicologi a promuoversi online. Si tratta di una breve guida gratuita di marketing etico pensata apposta per psicologi e psicoterapeuti. Nessuna formula magica ma solo elementi chiave da mettere in pratica e tanto duro lavoro.

Cos’è la domanda consapevole

La domanda consapevole è quando un paziente sa già quello di cui ha bisogno: ha già preso consapevolezza di aver bisogno di unə terapeuta. In questo caso, tu che sei lə psicologə che il paziente sta cercando, andresti a soddisfare la sua domanda consapevole.

Cos’è la domanda latente

La domanda latente è quando il paziente ancora non ha la consapevolezza che potrebbe avere bisogno del tuo aiuto, ma comunque è potenzialmente in target, ossia sta vivendo una condizione di malessere o sta affrontando un particolare momento della propria vita per il quale servirebbe un supporto psicologico. Dunque, ancora non lo sa, non ti sta cercando, ma se ti trovasse, potrebbe accorgersi che fai proprio al caso suo.

La differenza fra Google Ads e Facebook Ads

A questo punto avrai già capito dove voglio andare a parare.

MARKETING PER I MOTORI DI RICERCA

Google Ads è uno strumento perfetto per soddisfare la domanda consapevole perché ti consente di farti trovare quando un tuo potenziale paziente sta cercando proprio un professionista come te.

Facciamo un esempio semplice. Una persona sta vivendo o ha vissuto un’esperienza critica e si è accorta di aver bisogno di un supporto psicologico. Quindi va su Google e digita “psicologo in città. In quel caso, tu dovrai farti trovare prontə ed è proprio qui che Google Ads ti viene in soccorso, aiutandoti a posizionarti nel motore di ricerca proprio quando serve.

CAMPAGNE SUI SOCIAL NETWORK

Al contrario, Facebook Ads è utile per soddisfare una domanda latente, cioè quando i tuoi potenziali pazienti ancora non sentono la necessità di contattarti o non hanno preso coscienza dell’aiuto che puoi offrire loro. In questo caso sei tu che fai in modo che ti trovino e si convincano a sceglierti non appena sarà il momento.

Facciamo il secondo esempio.
Sei unə psicologə che ha già un buon posizionamento strategico sui social. Il tuo scopo è mantenere la relazione con chi ti segue e, al contempo, andare a stimolare quella nicchia di pubblico che ha problemi compatibili con le soluzioni che offri, aiutandola a prendere consapevolezza di ciò di cui ha bisogno.

Solo a quel punto la domanda si trasformerà da latente a consapevole e verranno a cercare proprio te.

Si tratta di un processo più lungo rispetto alla promozione con Google Ads, ma ciò non significa che non sia valido.

Ovviamente, il rischio di sprecare soldi nella promozione è sempre dietro l’angolo, soprattutto sui social, ma se si ha una buona strategia di comunicazione si può evitare anche questo rischio.

In conclusione, se proprio non è possibile integrare i due strumenti all’interno della medesima strategia, adesso sai in base a cosa scegliere lo strumento più opportuno per la promozione del tuo studio.

Spero di averti dato uno spunto di riflessione.
Scrivimi se hai domande.

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