Differenza tra crossmedialità e transmedialità

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Nell’articolo precedente avevo parlato dell’importanza della narrazione transmediale per le aziende.

Spesso però, questo termine viene confuso o utilizzato come sinonimo di crossmedialità. Tuttavia, la differenza è abissale.

Cos’è la narrazione crossmediale?

Quando si parla di crossmedialità si intende una storia che viene trasposta su vari canali. Tutto qui.

La storia è sempre la stessa, solo che viene tradotta e adattata in base al canale in cui viene trasmessa.

Pensiamo alle trasposizioni cinematografiche dei libri o dei fumetti, ad esempio. Sono adattamenti della medesima storia ad un canale diverso.

Questo non rende la crossmedialità di una storia poco rilevante, anzi. Indubbiamente ha dei vantaggi enormi in termini divulgativi. Trasporre una storia da un canale all’altro, favorisce la fama della storia perché può raggiungere diverse persone che hanno diverse preferenze sulla fruizione narrativa. In parole povere, se uno ama leggere ma non gli piacciono i film, può leggere il libro senza andare a vedere il film. Viceversa, se uno è appassionato di cinema ma non ama leggere, può attendere l’uscita del film senza dover leggere il libro.

Cos’è la narrazione transmediale?

La narrazione transmediale, invece, è importante in termini di coinvolgimento. Si tratta infatti di un unico universo narrativo raccontato su vari media. La possiamo pensare come una storia frammentata come un puzzle, della quale ogni frammento si trova su un canale diverso. Per poter avere un quadro completo della storia, dobbiamo necessariamente addentrarci e rintracciare ogni pezzo su tutti i canali su cui la storia ha vita.

La questione si fa sicuramente più complessa. Anche perché non è necessario avere un quadro completo della storia per poterla seguire. Per fare un esempio cinematografico, una persona può guardare un film, senza necessariamente controllare gli aggiornamenti sui social, giocare al videogioco ambientato nel medesimo universo narrativo o acquistare il merchandising.

Tuttavia, un vero appassionato, non desidera altro che ricercarne quanti più frammenti possibili e seguire la narrazione su tutti i canali che ha a disposizione.

Quando è meglio usare l’una o l’altra?

In sintesi possiamo dire che la crossmedialità è utile per raggiungere un pubblico maggiore, mentre la transmedialità è utile per segmentare il pubblico e creare attorno alla storia dei veri e propri fan.

Tu sei fan di qualche narrazione?
Confrontiamoci nei commenti, così ti dico anche di quali narrazioni sono fan io 😉

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